Associazione Radioamatori Italiani 
Sezione di TIVOLI (RM) 0004
IQØEF "Ettore Forte"

 
   
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   Con il nominativo IQØEF i soci di questa Sezione, IKØZIO Claudio, IZØEUI Fernando e IZØGRR Davide per il Diploma dei Castelli Italiani dalle ore 9:00 del giorno 5 ottobre 2008 hanno attivato per la prima volta la nuova referenza  RM058 Rocca di Montecelio, situata nel comune di Guidonia Montecelio, a quota m. 400 s.l.m.

Qui sotto vengono riportati alcuni cenni storici sulla località e la cronaca dell'attivazione

Montecelio sorge su due alture occupate, in epoca preistorica e arcaica (X-V secolo a.c.), da un centro urbano tradizionalmente identificato con la città latina di Corniculum, che cessò di esistere dopo essere stata sottomessa da Roma. Durante l'età romana sulle pendici dei colli sorsero varie ville rustiche e sulla vetta più elevata venne edificato un tempietto. Nel 1145 la rocca diede rifugio a Papa Eugenio III in fuga da Roma a Farfa con la corte pontificia. Nei secoli successivi il feudo passò sotto il dominio di varie famiglie nobili: Capocci, Orsini, Anguillara, per divenire nel 1445 presidio della Chiesa sotto i Cardinali governatori. Nel 1550 "Monticelli" fu acquistato dai Cesi e nel secolo seguente dai Borghese, sotto i quali la comunità intraprese i lavori più impegnativi, con la costruzione tra l'altro, della grande chiesa di San Giovanni. Con l'Unità d'Italia il paese cambiò il suo nome in Montecelio.

Cronaca dell'attivazione:

Come al solito non è stata una passeggiata, poiché all'inizio, si era erroneamente deciso di effettuarla per il giorno che era previsto il meeting di Mondovì e, per tanto siamo stati costretti ad optare per il 5 ottobre 2008, data in cui, malgrado l'intasamento della frequenza, causa i soliti contest fine settimanali, era l'unico giorno libero a disposizione della collaudata pattuglia di volenterosi.

L'altro scoglio da superare era quello di procurare le chiavi dell'ingresso alla Rocca di Montecelio, in quanto, malgrado sia stata di recente ristrutturata a spese dei contribuenti, continua essere inaccessibile ai comuni mortali e per tanto ci siamo dovuti raccomandare al presidente della circoscrizione, che ad onor del vero, si è mostrato entusiasta alla prospettata ipotesi che un gruppo di radioamatori potesse pubblicizzare in qualche modo quel dimenticato sito storico.

La sera prima dell'attivazione, sulla frequenza monitor (145.450) si mettono a punto gli ultimi dettagli. La domenica di buon ora, ci diamo appuntamento al solito bar, dove a quell’ora solo i cacciatori, di fauna si possono incontrare. Ricca colazione, gambe in spalla, con le valige al seguito. Non prima di aver parcheggiato, nostro malgrado, le auto in un luogo così lontano dalla cima del monte che quando siamo giunti in vetta, dopo aver attraversato una buona parte del borgo medioevale, ci è venuto da riflettere su quanto sia orrenda la vita da cittadini, visto che una vecchina, con il ghigno sulle labbra ci salutava cordialmente con un’aria perplessa come se avesse visto dei portatori tibetani in costume da bagno. In questo periodo di vendemmia, tutto il paese profuma di un suadente intenso profumo di mosto, proveniente dai bassi delle antiche case, dove alcuni erano intenti nel torchiare l'uva. Prima che il cuore ci scoppiasse, ci siamo ritrovati di fronte ad un grosso cancello in ferro battuto, che separava il presente, dall'ingresso da un repentino ritorno al passato. L'ultima salita di ciottoli s'inerpica sino alla piazzale dove oggi sopravvivono i resti di un'imponente fortezza (D.C.I. RM058) dove fu imprigionato e ucciso l'abate di Subiaco, Pietro, che si era opposto alle mire espansionistiche dei Signori di Monticelli. Interno all'anno Mille tale sommità, per il suo valore strategico, fu prescelta per la fondazione di un Castello, il Castrum Monticellorum e di nuovo circondata da mura che ricalcavano quelle preistoriche.

La vista a trecentosessanta gradi che ci offre quel luogo carico di storia è a dir poco da mozza fiato. Arriviamo giusto in tempo per vedere sorgere il sole dalle pendici della catena montuosa di Monte Gennaro, sede questa dove oggi sono installati molti ripetitori radioamatoriali. Rimaniamo li, per un attimo tutti in silenzio, a nutrirci di quel panorama ed a respirare un'aria frizzantina che ci riempie i polmoni.

Rifatti gli occhi, iniziamo a montare le solite essenziali attrezzature: l’immancabile canna da pesca, apparato da Field Day oltre a servirci di un piccolo amplificare visto che possiamo approfittare anche dell'energia elettrica. Alle ore 8:48 locali il primo contatto. L'euforia è a mille, ma soprattutto la soddisfazione di essere riusciti, così come costume della Sezione ARI di Tivoli ad installare le attrezzature all'interno del castello. Noi crediamo che attivare una referenza del diploma dei castelli italiani sia bello ed interessante, ma poterlo fare proprio dall'interno è proprio un'altra cosa. In fondo sono proprio questi gli intenti di chi ha creato questa gara permanente, far conoscere i castelli costruiti nel territorio italiano e valorizzarne il patrimonio storico ed architettonico.

Noi crediamo di essere riusciti negli intenti, infatti al termine della giornata erano quasi duecentocinquanta i collegamenti effettuati. La propagazione non ci aiutato moltissimo. Diciamo che è stata un po' altalenante, con segnali che cambiavano repentinamente. Nell'arco dell'intera giornata ci ha però permesso di collegare alternativamente stazione italiane e del resto d'Europa.

Verso mezzogiorno la fame bussa alle nostre pance che lamentavano un certa carenza di zuccheri. La signora Luciana, 50 di Davide IZØGRR certamente non preoccupata della definizione dei nostri addominali si è presentata in loco con una teglia di fumante pasta al forno da annaffiare con un bel boccione di Nero d'Avola. Dopo la breve pausa per ricaricare le batterie, breve, perché la pasta era ottima, ma per noi assai troppo poca è ripresa la lotta con la certezza che anche per oggi i nostri addominali rimarranno scolpiti come il guscio di una tartaruga. HI

Alle ore 16:00 a malincuore, vista l'assenza di propagazione verso l'Italia decidiamo di smontare. Stanchi, ma felici di aver trascorso una bellissima giornata di sole, tra tanti amici vicini e lontani.

 
 
   
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