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17 FEBBRAIO 2008
D.C.I. RM225- 226 Rocca e Castello di San Gregorio da Sassola

castello
Brancaccio di san Gregorio da Sassola sorge sull’alto di una
pittoresca rupe. Un primitivo castrum venne costruito alla fine del
VI secolo per volere di papa Gregorio Magno, da cui il nome al
paese, che fu donato nel secolo successivo al monastero di
Sant’Andrea al Celio di Roma. Un primo rifacimento dell’antico
castello venne effettuato probabilmente intorno all’anno Mille e più
tardi, nella prima metà del Duecento, dai monaci dell’abbazia
benedettina di Subiaco su più antiche costruzioni. Il castello,
diventato importante e strategico fortilizio nell’ambito del
controllo territoriale del bacino dell’Aniene, tra il XIII ed il XIV
secolo fu al centro di lotte per il suo possesso tra gli Orsini e i
Colonna, fino a passare nel 1392 ai Colonna. Nel 1434 il paese ed il
castello furono cinti sotto assedio da parte delle truppe del
cardinal Vitelleschi che, conquistato il castello, venne concesso in
vicariato nel 1458 a Pietro Ludovico Borgia. Nei secoli seguenti il
castello, dopo numerosi passaggi di proprietà, venne trasformato in
comoda residenza per volontà di due importanti esponenti di due
famiglie romane. Prima il cardinale Prospero Publicola Santacroce e
più tardi, alla metà del Seicento, il cardinale Carlo Pio di Savoia
fecero eseguire numerose migliorie oltre a edificare ex novo, dopo
la grande pestilenza del 1656, una parte del borgo oggi chiamato
Borgo Pio. Alla metà dell’XIX secolo il castello venne acquistato
dal duca di Uceda, Tirso Telles Gyron, e sottoposto ad un radicale
restauro che lo riportò all’originaria bellezza. Nel 1889 il
castello cambio nuovamente proprietario, passando ai Brancaccio, i
quali a loro volta operarono altre trasformazioni con l’aggiunta di
una nuova ala posta ad oriente. Dai Brancaccio nel 1991 il castello
fu acquistato dal Comune e sottoposto a nuovi interventi di
restauro.
Il castello si presenta attualmente quale frutto di oltre quattro
diverse fasi di ristrutturazioni avvenute dal Medioevo fino alla
fine dell’Ottocento. Della struttura originaria ben poco rimane a
seguito dei rifacimenti del XV e del XVI secolo. Sorge ai limiti
dell’abitato del paese ed è oggi formato da una lunga facciata che
prospetta verso la piazza composta da due corpi separati da un ponte
e terminanti alle estremità con tre torri, due quadrate e l’altra
circolare. Il primo edificio, quello occidentale era il più antico
mentre il secondo venne edificato nel XIX secolo dai Brancaccio,
che, oltre ad aggiungere il cavalcavia, aggiunsero anche la seconda
torre per dare simmetria alla facciata. Era originariamente
preceduto da un ponte levatoio, da un cortile interno e da un’alta
torre centrale quadrata che assolveva alle funzioni di mastio. La
facciata si compone di un bel piano nobile con finestre crociate e
bella serliana centrale con un piano ammezzato cieco e un secondo
piano, culminanti con merlature di restauro. L’ingresso al cortile
avviene per mezzo di un portone a bugne ancora preceduto da un ponte
levatoio. La parte destra con le due torri segue le curve di livello
dell’abitato con le fondamenta di queste poste ad un livello più
basso e corrispondente a quello del fossato, mentre la parte di
sinistra, riedificata nell’Ottocento, oltre al già citato cavalcavia
con motivi neoromanici della finestra bifora e delle arcatelle,
presenta un più piccolo edificio anch’esso decorato con finestre
crociate e culminante con merlature. Alcune sale interne sono degne
di rilievo grazie alle decorazioni ad affresco eseguite nel XVI
secolo ed attribuite ala scuola degli Zuccari con le pitture delle
sale delle Tre Parche e di Aurora e Apollo, di ottima fattura,
mentre nella metà dell’Ottocento vennero qui trasferite quattro tele
di Andrea Appiani datate 1784.
Tratto da
http://www.castellidelazio.com/castellobrancaccios.gregoriosassola.htm
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